31 Mar Diagnosi tardiva malattia terminale: lesa autodeterminazione
La sentenza in esame (Cass. n. 25480/2025) – già affrontata con la pubblicazione del 08 ottobre 2025 per la questione relativa alla erronea sovrapposizione tra danno da perdita anticipata della vita e danno da perdita di chance – affronta altresì il tema della lesione della libertà di autodeterminazione in caso di diagnosi tardiva. Secondo i Giudici, nel caso in cui ci sia un colpevole ritardo nella diagnosi di patologie
particolarmente gravi con esito fatale, ad essere risarcibile non è solo il pregiudizio recato all’integrità fisica del paziente o la perdita di “chance” di guarigione, ma altresì la perdita della possibilità di scegliere le modalità con cui affrontare l’ultimo tratto della propria vita. L’omissione della diagnosi di un processo morboso terminale nega al paziente la scelta di cosa fare, nell’ambito di ciò che la scienza medica suggerisce per garantire la fruizione della salute residua fino all’esito infausto oltre che di essere messo in condizione di programmare il suo essere persona.
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